Argomenti spinosi: la religione

Ok, l’attentato a Charlie Hebdo ha scosso un po’ tutti. Personalmente, da quando è successo mi sono messo a riflettere su un argomento che già mi aveva dato da pensare, che essendo nel titolo credo sia facile da indovinare.

Tolgo la polvere da questo blog per sfogarmi e scrivere, che non lo faccio da… un annetto quasi, giusto giusto. Sarà la sessione d’esami che avanza ogni volta.

Allora. Per prima cosa, devo dire che non sono sempre stato uno che non sopporta la religione. Da piccolo sono stato mandato in chiesa, a Messa, a fare catechismo. Ero anche bravo a credere, devo dire. Seguivo ciò che diceva il parroco, ero mosso nel profondo dai riti e dalla loro importanza. Poi ho cominciato a farmi delle domande, grazie alla fase di ribbbbbellione adolescenziale e al fatto che in famiglia non eravamo proprio cattolicissimissimi, e sono ovviamente passato da un estremo all’altro, non conoscendo la nozione di “misura”. E adesso? Finita la spinta degli ormoni e della trasgressività compulsiva?

Adesso rifletto. Ho riflettuto. Tanto. E sono giunto a una conclusione. La religione è stata utile, sottolineando il tempo passato, e ora dovrebbe sparire. Mi spiego.

Ai tempi dei tempi, l’uomo era una bestia. Cioè, anche adesso, ma non è questo il punto. All’epoca in cui ci si cominciava a muovere, si era proprio agli inizi. E agli inizi non è che proprio si abbia idea di cosa fare, guarda anche adesso a mettere mia madre davanti a un computer cosa succede, povera donna. È fisiologico, naturale che non si sappia cosa fare. Dopo un poco, qualcuno che avesse bene o male capito cosa fare ci doveva bene essere però. Che la carne sì è buona ma è un casino trovarla e quindi bisogna mangiarne poca, che magari dopo il seicentesimo bimbo nato con la coda di maiale magari è ora di smetterla di trombarsi le sorelle, che se mangi e bevi nel deserto è più facile morire, che visto che abbiamo sostanzialmente lo stesso posto nella catena alimentare del dugongo conviene essere amici tra noi e collaborare. E come fare a farlo capire però, alle bestie, che non bisogna mangiare tutta la carne appena arriva? Usando la religione. Dicendo che se sgarri arriva Dio/Zeus/Yawheh/Chtuhlu e ti prende a ceffoni. Che alla fine funziona come “Lo dico a mamma!” ma su scala più grande. Ed è geniale se ci si pensa, semplice ed efficace. Quindi bene, ai tempi dei tempi sono riuscite ad evolversi regole morali che ci hanno portato dal vivere nelle caverne ad essere i dominatori del mondo. Dall’aver paura del fuoco a usarlo per bruciare le streghe.

Aspetta. Che è successo?

È successa una cosa altrettanto semplice ed efficace. Che qualcuno a un certo punto ha pensato “Ma scusa, se questa cosa si può fare per il bene dell’umanità, funzionerebbe anche se lo facessi per il bene mio”. Anche qui, semplice ed efficace. Un po’ da stronzi, certo, ma una buona percentuale di stronzi è parte della storia del mondo, puoi mica farci niente. E allora via, religioni diverse, interpretazioni diverse della stessa religione, spinoff delle religioni (ricordiamo che il cristianesimo è uno spinoff dell’ebraismo), sette, settine e settucce. La religione, come tutto, è diventata un’arma, un mezzo. Ed era inevitabile, è nella natura dell’uomo stronzo usare tutto quello che si può per riuscire nel proprio intento. Ma va bene. Erano ancora altri tempi, dai, diciamo dall’invenzione della scrittura al basso Medioevo. Tutto era fluido, la violenza era ancora in auge (quando è che smetterà di esserlo?), si cercava ancora di capire cosa si dovesse fare. Non si sapeva ancora niente del mondo e dell’umanità, ma si cominciava a intuire qualcosa. Capibile. Non condivisibile ma capibile.

Ora.

Siamo ai giorni nostri.

L’epoca d’oro dell’umanità.

Il progresso tecnologico è stato enorme. Siamo passati dal credere che la Terra sia piatta a sparare gente nello spazio per vedere sempre più in là. La religione adesso è una reliquia, un effetto placebo, per non cedere al pessimismo. È diventata sempre più metafisica, grazie alla filosofia e all’evoluzione del pensiero e della scienza. E così è più che accettabile.

E invece no.

Siamo rimasti a prima del medioevo, cazzo, e qualche stronzo continua a usare la religione come scusa. Che sia Scientology, che sia per muovere guerra alla gente (sto guardando te, islamico estremista), che sia per puro e semplice rifiuto di smuoversi dalla sua visione confortante del mondo (cristiani fondamentalisti anyone?). Dovrebbe essere facile capirlo. Che ormai siamo grandi. Che non possiamo pensare sempre ci sia la mamma cosmica che ci para le chiappe.

“Me l’ha detto Dio/Allah/Odino/Seldon di farlo.” Ma cosa. Ma dove. Fammi vedere. Voglio la dichiarazione, scritta, firmata. “Eh ma non hai fede, non puoi capire.” No. Non ho fede in un qualcuno che ti dice di uccidere gente. La religione per me è nata come strumento per l’evoluzione della razza umana. Una truffa intelligentissima per sopravvivere. Il fuoco era un dio perché se si spegneva morivi. I sacrifici funzionavano perché la gente ci credeva e quindi facevano le cose meglio. Fine. Se esiste un dio, o esistono degli dei, probabilmente se ne fregano di noi. Non possiamo conoscere la grandezza di Dio perché è troppo infinita? Perfetto. Allora è inutile cercarla. Fai qualcosa di costruttivo. Invece di passare tutta la vita a cercare di avvicinarti a qualcosa che sai di non poter trovare, fai qualcosa di concreto. Dai.

La religione ha servito il suo scopo. È stata utilissima, ha permesso una crescita immensa, da bestie a filosofi. Ma è un relitto del passato. Uno strumento usato, ora sorpassato, che viene usato per il contrario di quello per cui è stato concepito. A cui siamo ancorati, nella speranza che niente cambi, perché alla fine è sempre quello il problema, la paura di cambiare. Abbiamo ancora bisogno di un’ancora fissa. La scienza potrebbe essere quest’ancora, ma ha un grosso problema. Non è fissa. La scienza può cambiare. Che è una cosa bellissima, questa fluidità, il fatto che si adatti a nuove scoperte. Ma psicologicamente è terribile, devastante, il contrario della sicurezza che dava la religione. La scienza è “è molto probabile che funzioni così, ci dovremo lavorare un po’ ma alla fine lo sapremo”, la religione è “è così e basta. Ora fai questi riti che ti impegnano per un po’ e ti sentirai meglio.” La scienza ora è quella che tiene vive le persone. Ora sappiamo perché non bisogna avere rapporti tra consanguinei, perché se bevi e mangi nel deserto poi è facile che muori, perché la carne va mangiata poco sennò ti viene il cancro. La religione, spogliata di questo ruolo, ora ha solo quello di mantenere coesa la comunità attraverso credenze e riti. Il problema è che una volta le comunità erano piccole. Non entravano troppo in contatto tra loro. Ora lo sono costantemente. E cosa succedeva una volta quando due comunità con credo diverso si vedevano?

Esatto. Guerra. La religione, da colla della comunità, col crescere della stessa ne è diventata il solvente.

Fine dello sfogo. Per pura informazione, oltre ai fatti di Parigi, altre cose che mi hanno fatto riflettere su questo tema sono state la trilogia della Fondazione di Asimov, il primo libro nello specifico, e il libro sulla storia dell’ebraismo chiamato… Ebraismo.

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