Mese: aprile 2016

DI REFERENDUM E DIVISIONI

Non sono andato a votare.

Perché? Perché questo referendum faceva schifo. Ho passato 3 settimane a informarmi su un argomento troppo tecnico, per il quale sarebbero serviti anni e anni di studi. E le informazioni che mi arrivavano erano, chiaramente, di parte, ma orrendamente sbilanciate sul denigrare gli oppositori. Chi avrebbe votato no era brutto e cattivo, chi avrebbe votato sì ingenuo e sinistroide. I Mattei hanno trasformato un quesito tecnico in una questione puramente politica, formando due fronti opposti che hanno cominciato, come scimmie, a tirarsi merda addosso.

Che questa era politica fosse all’insegna della strumentalizzazione di ogni cosa lo avevo appurato, ma mai mi aveva fatto ribrezzo come oggi (ieri, la settimana scorsa). Disinformazione da tutte le parti, dati riportati a caso, decisioni basate su foto di gabbiani intrisi di petrolio. Entrambi gli schieramenti sono stati ugualmente tremendi.

Alla fine della fiera ero arrivato a propendere per il no. Parlerei anche di questa fantastica idea tutta italiana del sabotaggio del quorum, che costringe chi vorrebbe votare no a starsene a casa, ma preferisco soprassedere per evitare di scendere nella volgarità. Non andare a votare mi ha fatto sentire sporco dentro, ma anni di videogiochi mi hanno fatto desistere dal fare la cosa di cuore in favore del comportamento logico che avrebbe portato a un risultato a me favorevole.

Le parole di mia madre al sentire questa decisione, “Ma non sarai mica renziano?”, mi hanno fatto arrabbiare e capire quanto questo referendum fosse diventato una farsa. Un trucco orrendo per dividere l’Italia in due, arbitrariamente, senza tenere conto delle sfumature. Un voto tecnico (che, tra le altre cose, non andrebbe lasciato MAI in mano alla massa) divenuto una dichiarazione di intenti politici.

E allora in culo a tutti. In culo a chi è andato a votare a questa farsa credendo di stare esercitando il suo diritto di voto e si sente superiore. In culo a chi non è andato sentendosi superiore a chi è andato a votare per aver vinto. In culo a Renzi e alla sua demagogia. In culo a Salvini e al suo populismo becero. In culo agli italiani, me compreso, che non si rendono conto che il detto “divide et impera” è sempre attuale.

Ero dalla parte dei vincitori, ma mi sento sconfitto.

Oh, prometto che torno a parlare di minchiate dal prossimo post.

Orizzonte di attesa e altre menate su Batman vs Superman

Woah, un post.

Sì, sto blog lo tratto un po’ male, vengo quando mi fa comodo, lascio due parole e poi non ci si sente più per dei mesi. La costanza, questa sconosciuta.

Era un po’ che sentivo il bisogno di mettere nero su bianco qualche pensiero su questo film. Già solo il fatto che sia andato a vederlo è un miracolo, visto il razzismo che provo contro la DC. Intendiamoci, ha solo cementato la mia convinzione che la Detective Comics sia caccapupù, ma c’era qualcosa che non capivo. La storia, i temi, la fotografia, gli attori, mi sono anche piaciuti a tratti. Perché allora non mi è piaciuto tutto l’insieme? Pensandoci su ci sono arrivato, e ora devo fare un po’ di chiarezza. Per me principalmente, ma l’ego c’è sempre. Ascoltatemi, pubblico dei miei stupidi ragionamenti.

Allora. L’orizzonte di attesa. Cos’è? Si può identificare con le aspettative del pubblico. Tipo chi mi legge si aspetta qualche riflessione, non troppo profonda, su delle nerdate, il tutto farcito da battute orrende. Come il blog di Ortolani ma senza disegni o talento. Se per caso trovasse dei pensieri profondi sarebbe solo piacevolmente sorpreso. Tenere l’aspettativa bassa è un trucchetto non da poco.

Alla Warner Bros hanno invece pensato bene di montare un hype tremendo per questa pellicola. Che l’hype sia la strategia commerciale per eccellenza ormai è assodato, quindi non me la sento di dar loro troppo contro per questa decisione. Però.

Però scusa eh. Ma mi stai facendo un cinecomic. Cosa li vado a vedere i cinecomic a fare se non per passarmi 2 ore a cervello in folle? Non pretendo che siano The Departed, per Diana (Prince), voglio che siano decenti. A volte neanche pretendo che lo siano (perché continuo a seguire quella barbarie dei film degli x-men. Perché.) Tu mi fai vedere due cagate nel trailer, della cgi stupida, qualche scena a effetto molto cheesy, le mie aspettative si abbassano, e via. A posto così. Vado a vedere una cosa che reputo un 6, 6 e mezzo, consapevole della scelta, e ciao. Poi magari ci sono anche piacevoli sorprese (Quicksilver anyone?).

Invece no. Questo era il film dell’anno. Questo a detta loro era una cosa seria. Questo aveva temi forti, temi impegnati, faceva pensare. Cose che apprezzo in un film.

Ma sono cose che stai facendo dire a uno in calzamaglia. A uno in calzamaglia con le mutande sopra, dai. Possono succedere due cose: o sei il dio della sceneggiatura e della regia incarnato in un piccolo uomo e tiri fuori il miracolo o, molto più probabilmente, stai per girare una vaccata pazzesca. Hai presente Icaro?

Mi hanno venduto queste due ore e quaranta (DUE ORE E QUARANTA, tra l’altro)  come un gioiello, una ridefinizione di genere, una perla rara. Invece era come gli altri. Solo con meno botte, più pipponi su cose tra l’altro già trattate in altri cinecomic, nei PRIMI cinecomic dell’era moderna, quei primi film degli x-men, e dei punti di trama troppo, troppo forzati.

Intendiamoci, alcune cose mi sono piaciute. Lex Luthor (credo. A me pareva il Joker, ma son dettagli) era interessantissimo e Eisenberg bravissimo. Affleck, checché se ne dica in giro, ha dato un’interpretazione molto bella di Batman, e il suo comportamento nei combattimenti è spettacolarmente adeguato: un supereroe con i suoi anni di esperienza sulle spalle che contro normali criminali non ha problemi e un approccio pragmatico, mentre contro il mostrone urendo obbligatorio finale, giustamente, scappa e basta. E ancora altre cosette che ora non ricordo perché son scemo. Toh, Zimmer alle musiche che WOW come sempre.

Ma alla fine mi aspettavo di più. Molto di più. Un film che mi lasciasse spiazzato, che mi togliesse il fiato. Faccio il confronto con The Departed che ho visto da poco e mi mette bene: nella pellicola di Scorsese non c’è un attimo in cui vorresti alzarti e andare in bagno. Ti tiene incollato. Le discussioni su potere e corruzione ci sono, ma sono dialoghi geniali, messi in posizioni pensate bene, alternate a scene di azione che intrattengono. Qua no. I primi tre quarti d’ora sono praticamente un riassunto di Man of Steel. Poi altri tre quarti d’ora di menate. Non è  lento, è semplicemente noioso.

Faccio che chiudere che ho perso la vena. Riassumendo, il film è godibile come un cinecomic normale. Storia, gente che si mena, citazioni ai fumetti, tutine e mentoni. È stato il venderlo come se fosse Quarto Potere la sua morte.

E infatti la WB sta correndo ai ripari, rendendo Suicide Squad ancora più caciarone di quanto già sarebbe stato. Ecco. Questo film mi è stato venduto come caciaronata, uguale a Deadpool. E Deadpool è uscito perfetto. Sono sicuro che andrò a vederlo e mi piacerà.

DC, i fumetti sono fumetti. Le graphic novel lasciatele su carta e portate le caciaronate. Che se voglio qualcosa di serio so dove guardare.

Peace. Magari riprendo a scrivere almeno una volta al mese. Chissà.