Film

Orizzonte di attesa e altre menate su Batman vs Superman

Woah, un post.

Sì, sto blog lo tratto un po’ male, vengo quando mi fa comodo, lascio due parole e poi non ci si sente più per dei mesi. La costanza, questa sconosciuta.

Era un po’ che sentivo il bisogno di mettere nero su bianco qualche pensiero su questo film. Già solo il fatto che sia andato a vederlo è un miracolo, visto il razzismo che provo contro la DC. Intendiamoci, ha solo cementato la mia convinzione che la Detective Comics sia caccapupù, ma c’era qualcosa che non capivo. La storia, i temi, la fotografia, gli attori, mi sono anche piaciuti a tratti. Perché allora non mi è piaciuto tutto l’insieme? Pensandoci su ci sono arrivato, e ora devo fare un po’ di chiarezza. Per me principalmente, ma l’ego c’è sempre. Ascoltatemi, pubblico dei miei stupidi ragionamenti.

Allora. L’orizzonte di attesa. Cos’è? Si può identificare con le aspettative del pubblico. Tipo chi mi legge si aspetta qualche riflessione, non troppo profonda, su delle nerdate, il tutto farcito da battute orrende. Come il blog di Ortolani ma senza disegni o talento. Se per caso trovasse dei pensieri profondi sarebbe solo piacevolmente sorpreso. Tenere l’aspettativa bassa è un trucchetto non da poco.

Alla Warner Bros hanno invece pensato bene di montare un hype tremendo per questa pellicola. Che l’hype sia la strategia commerciale per eccellenza ormai è assodato, quindi non me la sento di dar loro troppo contro per questa decisione. Però.

Però scusa eh. Ma mi stai facendo un cinecomic. Cosa li vado a vedere i cinecomic a fare se non per passarmi 2 ore a cervello in folle? Non pretendo che siano The Departed, per Diana (Prince), voglio che siano decenti. A volte neanche pretendo che lo siano (perché continuo a seguire quella barbarie dei film degli x-men. Perché.) Tu mi fai vedere due cagate nel trailer, della cgi stupida, qualche scena a effetto molto cheesy, le mie aspettative si abbassano, e via. A posto così. Vado a vedere una cosa che reputo un 6, 6 e mezzo, consapevole della scelta, e ciao. Poi magari ci sono anche piacevoli sorprese (Quicksilver anyone?).

Invece no. Questo era il film dell’anno. Questo a detta loro era una cosa seria. Questo aveva temi forti, temi impegnati, faceva pensare. Cose che apprezzo in un film.

Ma sono cose che stai facendo dire a uno in calzamaglia. A uno in calzamaglia con le mutande sopra, dai. Possono succedere due cose: o sei il dio della sceneggiatura e della regia incarnato in un piccolo uomo e tiri fuori il miracolo o, molto più probabilmente, stai per girare una vaccata pazzesca. Hai presente Icaro?

Mi hanno venduto queste due ore e quaranta (DUE ORE E QUARANTA, tra l’altro)  come un gioiello, una ridefinizione di genere, una perla rara. Invece era come gli altri. Solo con meno botte, più pipponi su cose tra l’altro già trattate in altri cinecomic, nei PRIMI cinecomic dell’era moderna, quei primi film degli x-men, e dei punti di trama troppo, troppo forzati.

Intendiamoci, alcune cose mi sono piaciute. Lex Luthor (credo. A me pareva il Joker, ma son dettagli) era interessantissimo e Eisenberg bravissimo. Affleck, checché se ne dica in giro, ha dato un’interpretazione molto bella di Batman, e il suo comportamento nei combattimenti è spettacolarmente adeguato: un supereroe con i suoi anni di esperienza sulle spalle che contro normali criminali non ha problemi e un approccio pragmatico, mentre contro il mostrone urendo obbligatorio finale, giustamente, scappa e basta. E ancora altre cosette che ora non ricordo perché son scemo. Toh, Zimmer alle musiche che WOW come sempre.

Ma alla fine mi aspettavo di più. Molto di più. Un film che mi lasciasse spiazzato, che mi togliesse il fiato. Faccio il confronto con The Departed che ho visto da poco e mi mette bene: nella pellicola di Scorsese non c’è un attimo in cui vorresti alzarti e andare in bagno. Ti tiene incollato. Le discussioni su potere e corruzione ci sono, ma sono dialoghi geniali, messi in posizioni pensate bene, alternate a scene di azione che intrattengono. Qua no. I primi tre quarti d’ora sono praticamente un riassunto di Man of Steel. Poi altri tre quarti d’ora di menate. Non è  lento, è semplicemente noioso.

Faccio che chiudere che ho perso la vena. Riassumendo, il film è godibile come un cinecomic normale. Storia, gente che si mena, citazioni ai fumetti, tutine e mentoni. È stato il venderlo come se fosse Quarto Potere la sua morte.

E infatti la WB sta correndo ai ripari, rendendo Suicide Squad ancora più caciarone di quanto già sarebbe stato. Ecco. Questo film mi è stato venduto come caciaronata, uguale a Deadpool. E Deadpool è uscito perfetto. Sono sicuro che andrò a vederlo e mi piacerà.

DC, i fumetti sono fumetti. Le graphic novel lasciatele su carta e portate le caciaronate. Che se voglio qualcosa di serio so dove guardare.

Peace. Magari riprendo a scrivere almeno una volta al mese. Chissà.

Dei film di supereroi

A quanto pare, è uscito il trailer del reboot dei Fantastici Quattro. Ecco, giusto due parole ora.

Che. Cazzo.

Solo queste due parole. Che cazzo.

Avrei dovuto spegnere il video già a “dai produttori di X-men: days of future past”.

Perché? Cos’è questa roba cupa da Nolan? Ma vi siete fritti il cervello? (Beh che dopo X-men: days of future past un po’ me lo aspettavo che non ci fosse più una mente pensante dietro a sti film).

Allora, come dice il Maestro, la tendenza da sempre, per motivi a noi sconosciuti, è che i film della Marvel sono prodotti di intrattenimento felice, senza pensieri, mentre quelli della DC sono roba da cilicio e digiuno. Non dico che sia un bene, che i film Marvel siano tutti delle puttanate, ma se ci fai l’abitudine e vai lì per vedere i tuoi (miei) personaggi preferiti fare le battutine e le cagatelle consapevole di aver fatto questa scelta ci può anche stare. Basti guardare Guardians of the galaxy, il più cagata degli ultimi film marvel e quello che più mi è piaciuto alla fine. Senza pretese. Divertente, cose che esplodono, epicità a pacchi, colonna sonora indiscutibilmente figa.

Perché la Marvel non è quasi mai stata così cupa. Così pesante. Era quella colorata. Quella con un circo come villains. Giuro. Se Nolan mi fa un film di Batman in cui si soffre per due ore, certo che ne sono contento. Batman è sofferenza, e così va tradotto. (Fun fact: non ho visto nessuno degli ultimi film tratti da fumetti DC. E per ultimi intendo tipo degli ultimi 6-7 anni.) Con personaggi così puoi fare cose di una dimensione epica.

Con la Marvel mette male. Devi andarti a cercare gente sconosciuta ai più (e clone di Batman), oppure Silver Surfer se vuoi buttarla sul filosofico.

Ma tu no, tu mi vai a fare un film su un tipo che si allunga a piacere, uno che va a fuoco, una donna che non si vede e un uomo roccia e vuoi farlo serio alla Batman. E ben, dici, c’è il Dottor Destino. Passato tormentato, voglia di vendetta, il peso di una nazione su di lui, la nobiltà, la stregoneria, è un blogger e programmatore.

What.

Aspetta un attimo.

E non si chiama Von Doom ma è il suo nickname.

Ma allora ti vuoi male. L’unica cosa che potevi prendere paro paro dal fumetto per fare una cosa seria te me la smorzi così. Per dargli un modo ggggiovane di esistere. Potevi prendere dalla saga ultimate (cosa che mi pare tu abbia fatto, visto il portale per la zona N) e metterlo con loro. No. Un blogger.

Non dico che adattare i film di supereroi sia una cosa facile. Prendere un prodotto della cultura di 45 anni fa e schiaffarli nell’era di internet e dei selfie (giuro che se vedo i F4 farsi un selfie vado a prendere a schiaffi il regista). Ed è un lavoro delicato. Capisco quindi tagliare qualcosina. Cambiare dettagli che, per quanto possa dare fastidio, alla fine riescono a recuperare il personaggio. Ma qui hai spogliato Victor Von Doom della sua regalità. Del suo potere. Di ciò che lo rendeva Destino: l’arroganza, la supponenza, l’impossibilità di vedere in se stesso il responsabile dei propri sbagli (Cioè, Destino era il prototipo del giocatore medio di Solo q a LoL). E spogliato di quello cosa rimane? Rimane un frustrato senza motivi.

Che alla fine, della Marvel sono belli i villain. Gli eroi sono un po’ noiosi alla fine. Simpatici compagnoni, non dimentichiamocelo, Spider-Man ha fatto delle battutine un’arte, e Tony Stark era un alcolizzato donnaiolo, ma non epici. Normali. Era anche quello che ha reso la Marvel così grande, la normalità dei suoi eroi, la possibilità di immedesimarsi (supereroi con superproblemi anyone?)

E per compensare, tra l’immensa schiera di villain tamarri e stupidi (uno su tutti Il Trichecho. Rigiuro.) c’erano delle figure di un’epicità immensa. Il Goblin. Appunto, il Dottor Destino. Magneto.

Magneto. L’immenso Magneto. Che mi porta a un altro argomento: chi hanno chiamato per fare Magneto? Ian McKellen. Che è più che immenso. Vedi l’importanza del casting? Ian McKellen era già Magneto. Da quando era nato. Come tutti i Dottori di Doctor Who lo erano già.

E tu mi prendi la torcia umana nera.

Dai. Capisco la Cosa, che può avere un suo malato perché farla di colore, ma la Torcia? Perché? Per le battutacce sul fatto che si sia bruciata? Vivevo anche senza. Questa cosa del DOVER mettere qualcuno di colore a caso mi ha un po’ rotto le palle. Il politically correct fa schifo.

In sostanza, quindi, sto trailer non mette hype, fa sospirare, ma di rassegnazione. Ormai i film di supereroi servono solo a lamentarsi. Che a me piace anche, non dico di no, però un minimo. Fatemi lamentare del fatto che i peli della sopracciglia destra di Reed Richards fossero 48 in meno rispetto al fumetto, non del fatto che il Dottor Destino è un cazzo di blogger.

Ma tanto lo sappiamo che andrò a vedere anche questo film e verrò fregato dalla scena finale. Che sono sicuro tireranno fuori gli Inumani e sarò lì come un bambino a girarmi verso gli altri e “GLI INUMANI CRISTO GLI INUMANI SARÀ LA COSA PIÙ FIGA DEL MONDO!”

E poi Freccia Nera sarà tipo il proprietario di un autogrill.